Archivi del mese: febbraio 2018

IL CASO KELLAN, MADE IN MILAN

IL CASO KELLan.JPGUn giornalista, come lui, cronaca nera, come quella di cui spesso scrive, Milano, la città dove è nato, cresciuto e vive. Un romanzo autobiografico, quello di Franco Vanni? No, un thriller avvincente che si intitola “Il Caso Kellan” e racconta una Milano da insider, molto attuale e decisamente animata. Pubblicato da (Baldini&Castoldi), questo è il secondo libro di Vanni dopo “Il clima ideale” (Laurana Editore).

Dopo l’esordio con Il clima ideale, e il successo che ha riscontrato, eri “timoroso” di tornare a scrivere?

Dopo la pubblicazione de “Il clima ideale”, per un po’ non volevo saperne di scrivere. La trafila di stesura, editing e promozione mi aveva fatto venire voglia di … andare in bicicletta! Per qualche mese non ho toccato un libro e ho fatto dei bellissimi giri in bici. Poi – mentre scrivevo per Mondadori un saggio sulle banche – ho fatto un periodo di letture intense, soprattutto di gialli, senza pensare che avrei presto scritto un secondo romanzo. A un certo punto, mentre leggevo libri di altri, mi sono accorto che una nuova storia stava prendendo forma nella mia testa. E così mi sono messo di nuovo alla tastiera per dare forma a “Il caso Kellan” Continua a leggere

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LE FERITE DI ELEONORA, ORIGINALI E VIVE

ferite caruso.JPGSono reali e fresche, feroci ed effettivamente originali le ferite raccontate da Eleonora C. Caruso nel suo nuovo libro, pubblicato con Mondadori, “Le ferite originali”. Sono le ferite dei protagonisti ma anche quelle della città in cui questo romanzo è ambientato, Milano, una Milano che l’autrice descrive non paesaggisticamente ma visceralmente. La mette a nudo e racconta i suoi cittadini, le sue nevrosi e quanto di più perverso, moralmente e letteralmente, vi accade.

Il 23enne Christian Negri è il protagonista ufficiale della storia, un ragazzo in grado di sedurre chiunque, bellissimo, e affetto dal disturbo dello spettro bipolare che lo porta ad un continuo rimbalzare tra euforia e depressione. Un’alternanza quasi surreale se non fosse che Caruso la racconta al meglio, non nascondendo gli eccessi tipici del problema ma allo stesso tempo non confinandoli ad un settore psichiatria. Continua a leggere

TRAME D’ASSENZA IN VERSI

trame d'assenzaUn poeta esordiente, Davide Uria, che fa anche l’illustratore, ma i suoi versi non hanno nulla a che vedere con le sue opere artistiche. Ha pubblicato con Augh! EdizioniTrame d’assenza”, la sua prima raccolta pervasa dalla malinconia. Non fatica a dichiararlo, anzi, rende questo sentimento la leva delle sue creazioni, perché si tratta di una “sana malinconia”, quella del perdersi e ritrovarsi, nella vita e nei suoi versi penetranti ed essenziali.

Perché questo titolo?

“Trame d’assenza” è il titolo che ho scelto per rappresentare la mia raccolta. L’assenza descrive esattamente l’atmosfera dell’intero lavoro. Ogni verso e ogni poesia è una traccia, un frammento di un percorso dove si alternano presenze e mancanze. In tutte le composizioni c’è un sentimento di malinconia; un sentimento di odio e amore costante, quello che ti fa amare qualcosa quando ne senti la mancanza e te la fa odiare quando diventa un’abitudine. Una malinconia fatta di ricordi annebbiati e di elementi che non tornano; una sana malinconia dove si avvicendano assenze e vuoti, tristezze e gioie. Continua a leggere

SULL’ISOLA, TRA NATURA E PASSATO BRUCIANTI

La casa sull'isola che brucia 1E’ un libro sulle radici, che sa di passato e di selvaggio, è un libro crudele, per certi versi, e non perché classificato come “horror”. “L’isola che brucia, brucia e le fiamme arrivano a chi legge la storia di Teresa, scritta da Emma Piazza con questo esordio in Rizzoli molto promettente.

Di madre pavese, l’autrice lavora in un’agenzia di scouting letterario con sede a Parigi e vive a Barcellona, ma torna nella terra del padre, la Corsica, per raccontare una donna con una famiglia da costruire, e anche un “sé” da ritrovare. O costruire, al contempo. Continua a leggere

IN EQUILIBRIO CON MINO

E non hai visto ancora niente“L’oro nasce dall’argento, il rosso dal bianco, il sole dalla luna, una coscienza più chiara dalla follia”. Sono parole di James Hillman che Emanuela Nava sceglie come epigrafe per il suo “E non hai visto ancora niente”, una parabola esistenziale di 119 pagine pubblicata da Edizioni Tralerighe con copertina illustrata da Desideria Guicciardini.

Si tratta di un libro per bambini, ma non è detto, quello che è certo, è che sia una storia forte, non per tutti ma solo per coloro che, al di là dell’età, stanno attraversando una “certa fase” per diventare quei sé stessi che ancora non conoscono bene. Che la “certa fase” sia l’adolescenza, oppure altro di più personale, non importa. La potenza della storia di Nava, dei suoi personaggi eccentrici e degli episodi simbolici con cui costella le pagine, non conosce barriere di età e formazione. Chi vuol vedere, con “E non hai visto ancora niente”, vede quel che Mino sta affrontando, e ciascuno di noi con lui. Continua a leggere