Archivi categoria: editori

CHE BORDELLI, MILANO!

bordelli e casotti milanes.JPG

A 60 anni dalla Legge Merlin, celebrati lo scorso 20 febbraio, non è ancora troppo tardi e forse mai lo sarà, per compiere un viaggio nei luoghi della prostituzione di Milano. Cartina della città alla mano, ma soprattutto una preziosa guida narrata, Bordelli e casotti milanesi”, pubblicata da Meravigli Edizioni, sempre attenta ad aspetti della città e dei cittadini milanesi, non banali.

Condotti “per mano” da Luigi Inzaghi, musicologo e giornalista, insegnante di lettere e autore di molti libri su Milano, oltre che collaboratore de il Corriere della Sera e il Corriere d’Informazione, i lettori si possono aggirare nella Milano di una volta scoprendola costellata di case chiuse. Continua a leggere

Annunci

GIOVANI RIVOLUZIONARI DI UNA VOLTA

BREVIARIO bruno Osimo.JPGGuardarsi alle spalle non solo senza sospirare e neanche apparire autoreferenziale ed egocentrico, ma addirittura sorridendo e facendo sorridere coetanei e non. Ci riesce Bruno Osimo con il suo Breviario del rivoluzionario da giovane, pubblicato come molti dei suoi altri libri dalla casa editrice di Milano Marcos y Marcos.

Mentre sulla copertina, molto azzeccata, un giovane, forse rivoluzionario, si appoggia su una luna che a guardare meglio è la lama della falce che si accoppierebbe volentieri con il martello, o così ci hanno insegnato, all’interno del volume l’autore snocciola i lemmi che hanno segnato l’ideologia della sinistra, durante gli anni di piombo. Continua a leggere

CITTA’ D’AUTORE, STAVOLTA GENOVA

Genova d'autore.JPGGenova è una città che sorprende, che coglie alla sprovvista come quei colpi di vento che accarezzano il suo sporgersi sul mare. E’ un po’ zotica e terribilmente romantica, è saporita ma sa anche lasciarti a bocca asciutta.

Una batteria di 11 autori ha saputo raccontarla a più voci schivando ogni luogo comune o prendendone uno di petto e ironizzandolo o smontandolo. Il risultato è “Genova d’autore”, la raccolta di 11 racconti che Gabriella Kuruvilla ha curato, e uno lo ha anche scritto, per Morellini Editore.

Gli altri 10 autore meritano tutti di essere nominati – Sara Rattaro, Solidea Ruggiero, Barbara Fiorio, Emanuela E. Abbadessa, Arianna Destito, Gianluca Cico, Tommaso Basevi, Antonio Paolacci, Massimo Laganà, Federico Sirianni – come meritano di non essere spoilerati o liquidati con due righe per citare il loro omaggio a Genova. Quello che va raccontato, attorno a questa raccolta, è il mosaico che è stata in grado di comporre la curatrice, assieme alle voci che con lei hanno narrato la città. Continua a leggere

FELICE COME UN BUDDHA, ANCHE A MILANO SI PUO’

Felice come un BuddhaChe ci fa, che ci farebbe, oggi, il Buddha, seduto ad un tavolino di un bar nel bel mezzo di una Milano che lavora? Cosa direbbe a chi passa con una 24 ore nella mano sinistra e uno smartphone nella destra? Lo si può immaginare perfettamente dopo aver letto “Felice come un Buddha”.

Stefano Bettera racconta la sua esperienze decennale di pratica buddista in un volume pubblicato da Morellini Editore con una sgargiante copertina “color tunica di monaco buddhista” e farcito di ironia. Colori e toni che si ritrovano anche chiacchierando con l’autore.

Di libri su Buddha e sul buddismo non mancano sugli scaffali delle librerie. Perché hai deciso di scriverne uno? Cosa ha il tuo di originale?

Felice Come Un Buddha parte dall’esigenza di presentare questo percorso, questa pratica in una prospettiva e con un linguaggio attuali. Ho sempre voluto trovare uno strumento che arrivasse al cuore delle persone di oggi, al di là di tutti gli aspetti culturali e fideistici che il Buddhismo ha ereditato dalle varie culture che ha incontrato. Ad ogni incontro si è modificato e ha assunto forme e linguaggi differenti. Così mi sono chiesto: come potrebbe parlare Gotama, il Buddha, a persone come me? In Occidente siamo ancora agli inizi, la sfida è aperta e entusiasmante. E ho cercato di offrire uno spunto al confronto.

A chi è rivolto? Non è esattamente e solo una guida: come lo definiresti?

Non è una guida: parte dalla mia decennale esperienza di pratica e non ha la pretesa di insegnare nulla. Piuttosto è uno strumento per stimolare il lettore a riflettere, a guardare questa tradizione culturale, spirituale e filosofica con i propri occhi, senza accontentarsi di ciò che sa già o di ciò in cui crede. Anche perché il sentiero indicato da Gotama è qualcosa che si fa, non qualcosa in cui si crede, e ha come fine quello di renderci liberi e autentici, non di legarci a qualche credo. Continua a leggere

SCRITTO SOTTO UN CIELO DI CARTA

sotto un cielo di cartaUn libro di carta nato “dall’amore per la carta e per i libri, per esorcizzare la paura che la carta possa davvero essere abolita”. Roberto Ritondale, “scrittore ambulante”, sempre in giro con oggetti di carta a rischio di estinzione, dalle cartoline alle agende, con il suo romanzo “Sotto un cielo di carta” (Leone Editore) ha voluto lanciare un allarme.

Allarme “internet”, il “Grande fratello” dei nostri giorni, che ci tiene sotto controllo e sa tutto di noi. Ne è nato un romanzo distopico, una esplicita metafora orwelliana, che racconta un futuro in realtà già presente. Commuove, emoziona, spaventa, diverte. Conquista!
Da quando hai pubblicato il libro ad oggi, il mondo reale ti sembra più vicino a quello che hai descritto?

La qualità dei nostri rapporti peggiora quotidianamente, sono sempre più virtuali. Ad un abbraccio caloroso di un amico preferiamo dieci chat con semisconosciuti. Si stanno sottovalutando gli effetti di quella che chiamo “alienazione da smartphone”. Sui treni, al ristorante, nella metro e persino alla guida delle auto: sempre più persone hanno gli occhi incollati al telefonino.

Che rapporto hai tu con libri ed e-Book?

I libri di carta li accarezzo, li stropiccio, li annuso. Ci dormo, con i libri. Me ne porto a letto almeno un paio. Pur essendo un tecnologico, non ho l’e-Reader. Il trailer di “Sotto un cielo di carta” si conclude con questo slogan: “Severamente vietata la vendita in e-Book”. Sarebbe un controsenso! Devo confessarti che sono ottimista: a differenza dei quotidiani, i libri avranno ancora lunga vita: leggerli è un’esperienza multisensoriale che dà troppa felicità.

Come hai creato i personaggi?

Il mio è un romanzo distopico anomalo: in primo piano non c’è il regime feroce che limita la libertà ma la vicenda umana di un nonno che ama profondamente la carta. Ho scelto un punto di vista familiare, personaggi plausibili e capaci di parlare anche ai più giovani, sembra, visto l’entusiasmo con cui mi accolgono, soprattutto nelle scuole. I lettori mi dicono che questo libro è capace di commuovere e far sorridere, era questo il mio intento.

Per Odal ti sei ispirato a qualcuno in particolare? Cosa ha in comune con te?

Odal è l’anagramma di Aldo, il nome di mio padre. Mi sono ispirato a lui per costruire un personaggio giusto e ironico, appassionato e fragile. Io non credo agli scrittori che dicono di aver inventato tutto: per essere credibili bisogna pescare nella propria biografia o almeno nel proprio vissuto emozionale.

A tratti mi ha ricordato Cecità di Saramago. Ci hai mai pensato?

No, non ci avevo mai pensato, ma in effetti con “Cecità” ci sono diversi punti in comune: il tempo storico e il luogo imprecisati, la dittatura (nel suo caso quella dei ciechi malvagi) e soprattutto la voglia di denunciare i mali della società attraverso una metafora. Ma il mio autore portoghese preferito è un altro: Fernando Pessoa. All’Università ho scelto di studiare portoghese per poter leggere le sue poesie in lingua originale.

Che altri autori ami?

Li ho citati quasi tutti nel romanzo, quando Odal finge di prendere libri dai suoi scaffali dolorosamente svuotati. Ma “Sotto un cielo di carta” è soprattutto un omaggio ai due più grandi autori distopici, tanto che il regime abolisce la carta con il “Codice 2435”. Non è un numero scelto a caso, è la somma di 1984 (il romanzo di Orwell) e Fahrenheit 451 (il libro di Bradbury).

Trasformeresti questo libro in una graphic novel?

Ne sarei felice! E credo che questo libro potrebbe diventare, con un piccolo sforzo, anche una sceneggiatura per un buon film.

Quest’anno hai pubblicato “Il sole tra le mani”. In due parole, perché leggerlo?

È un romanzo di formazione con una struttura da thriller, ma senza scena del delitto. Gli editori, quando un libro ha successo, tendono a chiedere infinite repliche ai propri autori, ingabbiandoli in un genere o in una serie. Leone editore mi ha dato fiducia pubblicando un romanzo che forse spiazzerà chi ha amato “Sotto un cielo di carta”: è la storia di un eclissato che riesce a ritrovare la luce donandosi agli altri. Un altro libro-metafora sull’uomo contemporaneo, apparentemente condannato alla solitudine e schiacciato dalla società dell’immagine.

di Marta Abbà

I SOGNI NON FANNO RUMORE

Sogni non fanno rumore 1Meglio attaccare che difendere, nella realtà e nei sogni, anche perché “I sogni non fanno rumore” ma fanno bene a chi li utilizza per vivere meglio. Alla sua prima opera, Roberta Dieci scende in campo con un romanzo che è un evolvere continuo di vicende e di emozioni in grado di tenere i lettori in preda ad una sorta di “ansia” positiva.

Quell’eccitazione che regalano i libri di cui si vuole conoscere la fine ma non li si vorrebbe abbandonare mai. Continua a leggere

INCERTI POSTI DA PARKOUR

Incerti postiIncerti posti, le metropoli, quelle che abitano Antonio, 16 anni, e Matteo, 42 anni, entrambi intrappolati nel passato, in bilico, che tendono al presente con fatica finché non risolvono i misteri che li fanno viaggiare nei ricordi e vagare con la mente densa di dubbi. Incerti posti è il nuovo romanzo di Marco Montemarano, pubblicato da Morellini Editore, il primo italiano che racconta il parkour senza renderlo un “fenomeno” e nemmeno confinandolo come una coreografia che fa scena ma che non si fa conoscere.

In questo libro il parkour è al centro della vita del più giovane protagonista ed è metafora di un equilibrio che nasce da una successione di stati di non equilibrio che lascia il lettore con il fiato sospeso.

Si alternano le storie di Antonio, partendo dalla Roma dove abita con una madre obesa e il suo compagno assurdo che suona l’ukulele, e di Matteo, manager attorno ai 40 in una multinazionale giapponese che in una metropoli del Nord Europa. Il primo desidera sapere chi è suo padre, il secondo cosa è avvenuto quando era molto piccolo in un episodio che gli ha segnato la vita tormentandolo quotidianamente.

Continua a leggere

GREEN PLANNER: EDITORI E B CORP

green plannerLa prima casa editrice italiana a diventata la B Corporation è Edizioni Green Planner ed è nata a Milano, ha sede in zona Porta Romana e con questa certificazione “ribadisce il proprio modello operativo che, come spiega M.Cristina Ceresa, direttore della testata, “prevede il rispetto sociale e ambientale e la capacità di lavorare in network con chi ha a cuore lo sviluppo della Sostenibilità in Italia”.

Nata pubblicando news sulle energie rinnovabili, ha man mano aperto lo sguardo, e i suoi contenuti, a temi come mobilità, fonti energetiche, benessere, bioedilizia, innovazione tecnologica e green jobs. Oltre ad essere content provider de Il Sole 24 Ore, oggi questa casa editrice organizza numerosi eventi, cicli di formazione per le scuole e spettacoli teatrali educativi attraverso il brand SentiCheStoria. Continua a leggere