Archivi categoria: Interviste

LA VERITA’, DA UOMO A DONNE

SCUSA SEC’è chi lo ha letto e si è offeso, chi lo ha invece regalato a tutte le donne della famiglia. Chi lo vuole tradurre e proporre al mercato estero e chi al solo sentire pronunciare il titolo, Scusa se ti chiamo stronzo“, si sente venire l’orticaria. Mirko Spelta ha scritto un libro che non passa inosservato, entra nel merito dei rapporti tra uomo e donna e lo fa con ironia e realismo, con leggerezza, da un lato, e dall’altro “andando giù pesante” come direbbero certi suoi protagonisti. Pubblicato da Piemme Edizioni, il libro è in vendita anche su Amazon e il suo autore spiega cosa c’è dietro e dentro.

Da quanto e perché ti sei focalizzato sul tema dei rapporti uomo/donna?

Credo che la chiave per vivere felici insieme sia capirsi e questo è un momento invece di grande conflittualità tra i sessi. Io sono sempre stato convinto che si possa davvero invertire la rotta ed essere gentili con il prossimo, comprensivi, sorridenti, insomma tirare fuori da noi la parte più buona e non sempre quella rancorosa, astiosa, aggressiva che troppo spesso è pronta sotto la superficie ed emerge immediatamente non solo nelle relazioni sociali ma anche nelle relazioni di coppia. Non passa giorno in cui per recuperare un po’ di click o di audience si mette in scena la parte peggiore dell’animo umano, per creare quel effetto shock che raccoglie facile attenzione. Io mi rifiuto di far parte del gioco. Continua a leggere

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RAGAZZE COI NUMERI

ragazze-con-i-numeri-cop-web.jpg“Per fortuna che è diventato di moda” raccontare le donne nella scienza, visto che “Finora è mancata la narrazione del contributo delle donne alla scienza e figure importantissime di scienziate non compaiono nei testi scolastici”. Finalmente oggi si è iniziato a far conoscere il loro ruolo in ambito scientifico ma con la collana Donne nella Scienza, Editoriale Scienza ha iniziato questo lavoro in modo davvero pionieristico 15 anni fa e per festeggiare i 3 lustri di attività ha pubblicato “Ragazze coi numeri” di Vichi De Marchi e Roberta Fulci che raccontano 15 donne scienziate provenienti da tutto il mondo e da vari ambiti.

Cosa vi piace di questa collana e come mai avete deciso di contribuire?

Vichi: perché amo leggere e scrivere biografie, e credo molto nello svelamento del mondo femminile. Vi si trovano storie di donne che hanno raggiunto la meta della ricerca scientifica nonostante tutto, esempi di vita che funzionano perfettamente da role model, da modelli, per le giovanissime generazioni, anche in generale, per l’autodeterminazione e la tenacia.
Fulci: In Donne nella scienza il fascino intrinseco del genere biografico incontra una bella dose di varietà. Sono diverse le donne raccontate, ma anche gli stili di scrittura e il tratto delle illustratrici: è una collana ricca e densa di spunti. Le protagoniste del nostro libro sono scienziate e la mia formazione mi ha lasciato un impianto che ho riconosciuto in molte di loro. E l’idea di parlare a un pubblico di ragazzi mi fa un grandissimo piacere. Continua a leggere

STORIE DI MINORI MIGRANTI, ILLUSTRATE E IN MOSTRA

STORIE MIGRANTI CLAUDIADal 24 marzo espongono al Milonga cornici di via Ripamonti 6 per 15 giorni, ma con le loro immagini e le loro parole, arricchite dal tocco di Michela Nanut, stanno già raccontando quello che hanno visto e ascoltato, percepito e sentito. Sono Claudia Bellante e Mirko Cecchi. Lo scorso settembre sono stati a settembre in Sicilia con l’ONG Terre des Hommes per intervistare e ritrarre dei ragazzi stranieri arrivati da soli in Italia. Tutti partiti a 15 o 16 anni verso l’Italia in cerca di nuove opportunità per dare una mano alla famiglia lasciata nel Paese di origine, per studiare, per scappare alla tratta.

Quelli ascoltati da Bellante e Cecchi sono quelli sopravvissuti dopo aver attraversato il deserto geografico e l’inferno umano, tra torture, rapimenti, violenze sessuali. Ritratti in uno scatto, messi nero su bianco in poche intense righe e trasformati dall’arte di Nanut, saranno i protagonisti di una mostra e allo stesso tempo portavoce di un progetto, il Faro, di Terre des Hommes che grazie ai fondi Intesa San Paolo, a Milano ha appena offerto 40 borse lavoro per l’inclusione sociale a giovani migranti tra i 17 e i 30 anni, richiedenti asilo o regolarmente residenti nell’area della città metropolitana di Milano.

Quando e come siete partiti per questo progetto?

Da tempo avevamo il desiderio di collaborare con una ONG perché spesso si muovono in realtà complesse dalle quali siamo attratti e che con il nostro lavoro normalmente raccontiamo. Ad una conferenza abbiamo incrociato Paolo Ferrara di TDH, è stata l’occasione per presentarci e per conoscere il progetto Faro che desideravano in quel momento “promuovere” per capire cosa stava accadendo in Sicilia. Lì gli sbarchi – in particolare al porto di Pozzallo dove TDH opera – non si fermano. Continua a leggere

IL CASO KELLAN, MADE IN MILAN

IL CASO KELLan.JPGUn giornalista, come lui, cronaca nera, come quella di cui spesso scrive, Milano, la città dove è nato, cresciuto e vive. Un romanzo autobiografico, quello di Franco Vanni? No, un thriller avvincente che si intitola “Il Caso Kellan” e racconta una Milano da insider, molto attuale e decisamente animata. Pubblicato da (Baldini&Castoldi), questo è il secondo libro di Vanni dopo “Il clima ideale” (Laurana Editore).

Dopo l’esordio con Il clima ideale, e il successo che ha riscontrato, eri “timoroso” di tornare a scrivere?

Dopo la pubblicazione de “Il clima ideale”, per un po’ non volevo saperne di scrivere. La trafila di stesura, editing e promozione mi aveva fatto venire voglia di … andare in bicicletta! Per qualche mese non ho toccato un libro e ho fatto dei bellissimi giri in bici. Poi – mentre scrivevo per Mondadori un saggio sulle banche – ho fatto un periodo di letture intense, soprattutto di gialli, senza pensare che avrei presto scritto un secondo romanzo. A un certo punto, mentre leggevo libri di altri, mi sono accorto che una nuova storia stava prendendo forma nella mia testa. E così mi sono messo di nuovo alla tastiera per dare forma a “Il caso Kellan” Continua a leggere

TRAME D’ASSENZA IN VERSI

trame d'assenzaUn poeta esordiente, Davide Uria, che fa anche l’illustratore, ma i suoi versi non hanno nulla a che vedere con le sue opere artistiche. Ha pubblicato con Augh! EdizioniTrame d’assenza”, la sua prima raccolta pervasa dalla malinconia. Non fatica a dichiararlo, anzi, rende questo sentimento la leva delle sue creazioni, perché si tratta di una “sana malinconia”, quella del perdersi e ritrovarsi, nella vita e nei suoi versi penetranti ed essenziali.

Perché questo titolo?

“Trame d’assenza” è il titolo che ho scelto per rappresentare la mia raccolta. L’assenza descrive esattamente l’atmosfera dell’intero lavoro. Ogni verso e ogni poesia è una traccia, un frammento di un percorso dove si alternano presenze e mancanze. In tutte le composizioni c’è un sentimento di malinconia; un sentimento di odio e amore costante, quello che ti fa amare qualcosa quando ne senti la mancanza e te la fa odiare quando diventa un’abitudine. Una malinconia fatta di ricordi annebbiati e di elementi che non tornano; una sana malinconia dove si avvicendano assenze e vuoti, tristezze e gioie. Continua a leggere

FELICE COME UN BUDDHA, ANCHE A MILANO SI PUO’

Felice come un BuddhaChe ci fa, che ci farebbe, oggi, il Buddha, seduto ad un tavolino di un bar nel bel mezzo di una Milano che lavora? Cosa direbbe a chi passa con una 24 ore nella mano sinistra e uno smartphone nella destra? Lo si può immaginare perfettamente dopo aver letto “Felice come un Buddha”.

Stefano Bettera racconta la sua esperienze decennale di pratica buddista in un volume pubblicato da Morellini Editore con una sgargiante copertina “color tunica di monaco buddhista” e farcito di ironia. Colori e toni che si ritrovano anche chiacchierando con l’autore.

Di libri su Buddha e sul buddismo non mancano sugli scaffali delle librerie. Perché hai deciso di scriverne uno? Cosa ha il tuo di originale?

Felice Come Un Buddha parte dall’esigenza di presentare questo percorso, questa pratica in una prospettiva e con un linguaggio attuali. Ho sempre voluto trovare uno strumento che arrivasse al cuore delle persone di oggi, al di là di tutti gli aspetti culturali e fideistici che il Buddhismo ha ereditato dalle varie culture che ha incontrato. Ad ogni incontro si è modificato e ha assunto forme e linguaggi differenti. Così mi sono chiesto: come potrebbe parlare Gotama, il Buddha, a persone come me? In Occidente siamo ancora agli inizi, la sfida è aperta e entusiasmante. E ho cercato di offrire uno spunto al confronto.

A chi è rivolto? Non è esattamente e solo una guida: come lo definiresti?

Non è una guida: parte dalla mia decennale esperienza di pratica e non ha la pretesa di insegnare nulla. Piuttosto è uno strumento per stimolare il lettore a riflettere, a guardare questa tradizione culturale, spirituale e filosofica con i propri occhi, senza accontentarsi di ciò che sa già o di ciò in cui crede. Anche perché il sentiero indicato da Gotama è qualcosa che si fa, non qualcosa in cui si crede, e ha come fine quello di renderci liberi e autentici, non di legarci a qualche credo. Continua a leggere

PARADISE, UNA CITTA’ DA FAVOLA

helfridUna città sotto sequestro, nelle mani di un gruppo di malviventi dall’aria insospettabile, anzi, dalla fama accattivante che spinge a fidarsi più che a diffidare di loro. Paradise è la città creata dall’avvocato scrittore Helfrid P.Wetwood. Dopo “Muto come un orsetto” (Frilli Editore) il 39enne milanese, appassionato di pittura e disegno, torna ad affascinare per la sua spiccata fantasia e la capacità di immaginare intrecci alternativi anche sulla base di elementi comuni e noti a tutti.

In questo suo nuovo testo, disponibile anche su Amazon, si assiste ad una lotta per la liberazione da parte Tony Horbo, agente decisamente singolare nel suo genere, esattamente quello che ci vuole se il gruppo di delinquenti da cacciare è composto da Babbo Natale, Biancaneve, Pinocchio, i Sette Nani, Cappuccetto Rosso, Cenerentola e il Coniglietto di Pasqua. 

Quando ti è venuta in mente la storia di Paradise?

Volevo scrivere anche io un libro sul crimine, ma volevo declinarlo a modo mio. Molti dei misfatti che si leggono nel libro, infatti, sono realmente accaduti. La realtà a volte supera la fantasia. Continua a leggere

IL MOSTRO DELLA MILANO ANNI 70

CARCANO intervista Il Mostro di Milano.JPGMilano resta sempre la protagonista, il palcoscenico dove si muovono gli interpreti della storia raccontata da Fabrizio Carcano nel suo Il Mostro di Milano” (Mursia Editore) ma stavolta propone ai suoi lettori “la Milano del 1969/70, molto fredda e nebbiosa, con i taxi verdi e l’amaro al posto dell’aperitivo, che ha caratterizzato ancora di più la storia sanguinaria, ma purtroppo reale, dei delitti del presunto Mostro”.

In quanto tempo hai scritto questo tuo nuovo Romanzo?

Ho impiegato circa un anno, quasi tutto il 2016, da febbraio a dicembre, un tempo abbastanza lungo dovendo raccontare una storia, quella del ‘Mostro di Milano’ , il serial killer che avrebbe ucciso 11 donne tra il 1969 e il 1975, ricostruendo la Milano di quel periodo da un punto di vista storico, politico e dell’ordine pubblico. Nel romanzo racconto la Milano della strage di piazza Fontana, racconto la notte del volo di Pinelli, racconto veri personaggi dell’epoca come il questore Guida o i commissari Calabresi e Serra. In questo contesto storico ho inserito la vera storia degli 11 delitti di questo serial killer e la trama investigativa ovviamente inventata. Un lavoro abbastanza complesso, che ha richiesto parecchi mesi per la stesura. Continua a leggere