Archivi categoria: Interviste

JACOPO ORTIS, TROVATE LE PENULTIME LETTERE

LE PENULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS  SPECIALE.JPGHa scelto Pavia, città che ama, ha scelto Foscolo, perché in questa città ha realmente avuto una cattedra di eloquenza in università nel 1808: “lui era perfetto”. Poi ha cercato una sua opera, da poter romanzare… “E se venisse ritrovato un manoscritto inedito? e se facesse innamorare la gente?” si è chiesta Michela Cantarella, e da lì a inventare, e scrivere, “Le penultime lettere di Jacopo Ortis”, è stato un attimo. A pubblicarlo è AUGH!Edizioni.

E’ il tuo primo romanzo?

Sì! Due anni fa è uscito un mio racconto scritto a 4 mani con Roberto Gagnor: “Carlo Biffa e il banco formaggi del Bennet di San Martino Siccomario”, nell’antologia “Prendi la DeLorean e Scappa” (Las Vegas Edizioni). In realtà io scrivo da sempre. Da piccola, facevo parte del Tg della scuola e intervallavo già, per mio diletto, pezzi di cronaca a racconti. Mi ricordo una caldissima sera d’estate, avrò avuto 10 anni, in cui ero sul divano col mio taccuino e scrivevo un pezzo sulla scomparsa di Ylenia Carrisi. Ho ancora un bloc notes con molti miei racconti scritti negli anni. Il primissimo romanzo che ho scritto, su un vecchio Packard Bell, era su Lady Oscar ed è conservato su un preistorico floppy disk.

Continua a leggere

Annunci

L’UOMO NERO, DIPINTO DALLE DONNE

uomo neroSpesso si ha paura di ciò che non si conosce: l’uomo nero che spaventa i bambini. Le autrici dei racconti raccolti ne “L’uomo nero”, volume curato da Elisabetta Bucciarelli e pubblicato da Caracò Editore, non hanno paura dell’uomo imperfetto, “non siamo contro qualcosa – spiega una di loro – ma ci avviciniamo e invitiamo il lettore a seguirci verso ciò che è altro da noi”. In una intervista a più voci, ribadiscono che ciò che è importante non è l’auto-promozione ma il far sapere che questo libro esiste, “che ci stiamo interrogando sugli stereotipi maschili, che ci siamo messe in gioco”.

“L’uomo nero”. Perché questo titolo? Non suona già come un giudizio a chi non ha letto il libro?

Elisabetta Bucciarelli (EB.): E’ il titolo di un libro che ha per copertina una grande ape regina su sfondo rosa. Solo letto nel contesto assume un significato. È un modo per identificare uno stereotipo che va guardato ma anche smontato e superato.

Cristina Zagaria: Un titolo così –volutamente – netto su una copertina rosa-pop non può essere un giudizio, ma è un punto di partenza per provare a modificare il proprio punto di vista, per trovare un nuovo equilibrio tra maschile e femminile. Continua a leggere

EDIZIONI LEIMA: BUONA SCRITTURA AL CENTRO

leimaColtivare la passione per i libri fin dalla tenera età, scegliendo per i più giovani lettori titoli non solo divertenti ma con un reale valore pedagogico. Scommettere sui racconti, genere spesso trascurato. Specializzarsi in nicchie di mercato lanciando titoli dedicati agli amanti degli animali. Edizioni Leima, nata nel 2013, da un paio di anni è particolarmente presente a Milano e ha carattere. Un carattere indipendente e originale, ce lo racconta lo stesso direttore editoriale di questa casa editrice, Renato Magistro.

Quando sono nate le edizioni Leima ? Con che ‘mission’?

Edizioni Leima è nata a gennaio del 2013, con la volontà di diffondere un messaggio culturale a tutti i livelli. Continua a leggere

PENSAMI FORTE, ANCHE SCRIVENDO

PENSAMI FORTE.JPGHa due adolescenti come protagonisti, di cui uno detenuto nel carcere Beccaria di Milano, ma “Pensami forte è un libro che parla di tutti, grandi e ragazzi, “di tutti quelli che vivono, cadono e si rialzano”. Lo afferma con certezza la sua autrice, la giornalista Zita Dazzi che pubblica con Lapis lo scambio epistolare tra Cosimo e Valentina.

Sono ex compagni di scuola che si raccontano scrivendosi lettere, lei dal suo quartiere, descrive le sue noiose giornate estive, i genitori in crisi e i libri che legge, lui da una cella del carcere risponde con ricordi del passato e cronache del suo presente. Di ciò che vive e di ciò che pensa. Tra la prefazione di don Gino Rigoldi e la postfazione di Giuliano Pisapia, le parole di Dazzi, per mano di questi due adolescenti, sanno toccare lettori di ogni genere ed età che almeno una volta nella loro breve o lunga vita si sono trovati a riflettere sulla colpa e sul perdono. Continua a leggere

ELLISSI: 2 AMICHE, 2 CORPI, 4 ALI

ellissiNon è un libro sull’anoressia, non parla di una “amicizia tossica”, non pretende di spiegare l’adolescenza. “Ellissi” è il romanzo che Francesca Scotti ha pubblicato con Bompiani partendo da un racconto dei tanti scritti, su cui è tornata a pensare e a lavorare. L’autrice non si risparmia e non risparmia ai suoi lettori dolorose esplorazioni intime che sondano ferite fisiche e psicologiche, continua a raccontare una età della vita non ancora troppo lontana da essere dimenticata ma ad una “certa” distanza, quella giusta per poterla vedere con il “distacco coinvolto” che emerge in Ellissi.

Le due amiche 15enni protagoniste, Erica e Vanessa, vanno entrambe, accompagnate dalle famiglie, in una clinica per dove giorno dopo giorno, crescono, scegliendo e confrontandosi nel loro intimo spazio e in quello “protetto” della clinica per poi ricominciare a guardare fuori da sé.
Per spiegare cosa “Ellissi” è, chiarito cosa non è, Scotti coinvolge Luciana Cursio, psicoterapeuta e dirigente psicologa dell’ASL PROV MI1, docente di Psicodiagnostica psicoanalitica presso l’Istituto di Psicoterapia del bambino e dell’adolescente di Milano. Continua a leggere

“BONJOUR” ANCHE DA MILANO

bonjour blog Nizzardo cover.JPGQuattro donne protagoniste del libro di Valentina Nizardo, “ognuna rispecchia dei miei modi di essere. Le paure, le insicurezze, le debolezze, ma anche il coraggio, la costanza, la consapevolezza che a volte arriva come un fulmine a ciel sereno. La gioia impagabile di quegli attimi fatati in cui ti accorgi che tutto è perfetto così come è, anche se lontano dalla perfezione che hai sempre voluto”. Pubblicata da Bookabook, Nizardo racconta il suo “Bonjour” mentre oggi, voltando pagina, sta lavorando a nuovi progetti editoriali e non.

Prima di Bonjour hai scritto altro?
Ho scritto parecchio altro! Avevo un blog, che non aggiorno più da tempo, e ho scritto una serie di “manuali da borsetta per adolescenti”. Sono romanzi fatti di un susseguirsi di istantanee di vita. Alcuni dei primi sono ancora in vendita come ebook, ma solo il primo l’ho rieditato e sistemato, gli altri sono ancora per così dire “grezzi”. Continua a leggere

I PESCI DEVONO NUOTARE, ANCHE A MILANO

I pesci devono nuotareScrivere un romanzo per ragazzi sull’immigrazione. Con pochissimo tempo a disposizione, per rispondere a questa richiesta del Corriere della Sera, Paolo Di Stefano è andato alla Casa della Carità di Milano per individuare un protagonista. Era il 2012 e in via Brambilla ha incontrato Tawfick, un ragazzo egiziano con una bella storia da raccontare. A distanza di un paio d’anni, lo stesso autore ha rielaborato quel primo libro destinato ai ragazzi, pubblicando sempre con Rizzoli, quello per “grandi”. Si intitolano entrambi “I pesci devono nuotare”: parole che “evocano la responsabilità umana e anche i diritti da rivendicare. Doveri e diritti che Selim, nome di Tawfick nel libro, conosce benissimo”.

Perché hai scelto la sua storia?
Volevo un protagonista giovane, come i miei primi lettori, e con una vicenda migratoria non così drammatica come le tante che leggiamo tutti i giorni, o quasi, sui giornali. Selim aveva una storia fortunata: aveva 17 anni quando è partito dalla sua città, Telbana, ed è arrivato in Libia per poi attraversare il Mediterraneo fino alla Sicilia e raggiungere Milano. Qui ha fatto tanti lavori clandestini ma poi, con determinazione, energia, onestà e grande consapevolezza, ha imparato bene l’italiano (la sua prima preoccupazione) e ha trovato un lavoro in un albergo. E’ stato fortunato e molto bravo. Ha vinto anche contro gli ostacoli burocratici. Continua a leggere

UNA FONTANA CONTRO I NAZIONALISMI

bernard-coverPrima di scriverlo, non ci aveva pensato, Giulio Alberoni, ma oggi, il suo “Bernard e la fontana delle cicogne” (Leima Edizioni) lo farebbe leggere “ovunque stiano spuntando dei nazionalismi o si vogliano erigere muri, virtuali o reali. Sarebbe utile a molti politici. Purtroppo – spiega lui stesso – per distribuirlo nelle campagne inglesi che hanno votato la Brexit siamo in ritardo”.

Come nasce questa favola e perché una favola?
Quando scrivo non ho mai in mente un pubblico o un genere: qualcosa mi colpisce e la storia si crea da sola, io la subisco. Si forma nella mia testa senza che io possa apparentemente dominarla. E’ come se mi sdoppiassi: una parte di me inizia a vivere quella storia e io mi lascio trasportare nella narrazione. Molti brani di questo libro sono stati scritti su degli sms che mi sono mandato, tra un piatto e l’altro di un ristorante di Turckheimmin in Alsazia. Tutto è nato da un piccolo paragrafo di una guida turistica letta la sera prima, che accennava al fatto che a Wihr-au-Val vi fosse una fontana dove la leggenda narra che le cicogne andassero a prendere i nuovi nati…. Continua a leggere