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TRILOGIA BRIANZOLA, ULTIMO CAPITOLO

forma dell'ariaUna trilogia brianzola, ambientata nel lecchese ma che è iniziata a Livorno, una trilogia che racconta il viaggio di una famiglia in fuga dalla guerra e le difficoltà nell’ambientarsi, anche se sta spostandosi restando in Italia. Nel disorientamento e nelle paure dei protagonisti dei romanzi di Annalinda Buffetti si ritrova molta attualità e personaggi che parlano alle donne e agli uomini di oggi.

Buffetti con La forma dell’aria conclude il ciclo, sta già preparando altre storie tra passato e presente, con un po’ di nostalgia per i personaggi ormai salutati, suoi protagonisti già in “il finocchio selvatico sa d’anice” e “Il bambino delle fate”. Tutti e tre i volumi sono pubblicati da Giovane Holden Edizioni.

Come ti senti ora che ha “dovuto” chiudere la trilogia?

Appena ho messo la parola “fine” all’ultimo romanzo, ho avvertito subito un senso di nostalgia per i miei personaggi e il loro mondo, come quando si deve dire addio a dei parenti molto cari. Ho vissuto con loro per tanto tempo, mi sembrano persone vere che fanno parte della mia vita. Continua a leggere

FREADOMLAND, IN PROVINCIA DI MB

Freadomland“L’umorismo per lo sviluppo della creatività” e “25 anni dopo, la verità su mani pulite”, “Alda Merini e tutti gli altri segreti di Alberto Casiraghy” e “I fumetti oltre le nuvole del business”. Satira e cronaca, poesia e comics, convivono in armonia solo nella terra della libertà e dei lettori, nella terra in cui i lettori sono liberi.

Si trova a Vimercate (MB), città che dal 30 giugno al 2 luglio ospita la prima edizione di Freadomland, un festival della cultura più autarchico d’Italia, ideato e organizzato da Carlo Amatetti per ribadire come non mai la libertà espressiva e produttiva a livello nazionale. Continua a leggere

IO CI STO FRA I MIGRANTI

IO CI STO FRA I MIGRANTINon solo “io ci sto fra i migranti” ma ne racconto anche, in un libro, dando voce a tante voci e a tanti volti che voci non ne hanno, oppure ne hanno ma con una lingua differente da quella del Paese in cui si trovano. Ad oggi, l’Italia.

A fare tutto ciò è stato il giornalista freelance Rosario Sardella, che dopo aver partecipato quasi un mese ad un’esperienza di volontariato in un campo nelle campagne della Capitanata, in provincia di Foggia, ha creato prima un documentario per la trasmissione “Siamo Noi” di tv2000, e poi questo libro.

Io ci sto fra i migranti” non è un caso che sia pubblicato da Istos, fra i coordinatori editoriali infatti c’è anche Carlo Scorrano che è un volontario del campo in cui tutti i lettori si trovano a vivere almeno per il tempo di questa breve lettura. La speranza è che la sensazione “di stare fra” duri di più, non si estingua, anzi, spinga tutti ad approfondire ciò che accade a chi migra e arriva in Italia, trovandosi quasi automaticamente, una volta abbattute le distanze geografiche, a dover abbattere muri e pregiudizi intangibili ma robusti. Continua a leggere

IL GRANDE RUDI, E’ TORNATO?

il grande rudiIl grande Rudi“, il titolo di un libro, del secondo romanzo di Francesco Vecchi, ma anche il titolo con cui si indica, nella storia raccontata, un campione di pugilato, ingabbiandolo in una figura mitizzata che lo espone a critiche e lo schiaccia ribaltandogli addosso i propri errori, di sportivo e di uomo.

Pubblicato da Leone Editore, il libro del giornalista di casa Mediaset, già autore di “Avrà l’odore delle cose nuove”, non è dedicato agli appassionati di pugilato e nemmeno a quelli di sport, non solo per lo meno. Vecchi sembra infatti rivolgersi a tutti coloro che hanno voglia di interrogarsi sul rapporto che lega, o contrappone, il personaggio pubblico e quello privato, all’anagrafe ufficialmente sotto lo stesso nome ma dalle caratteristiche a volte totalmente differenti. Continua a leggere

PENSAMI FORTE, ANCHE SCRIVENDO

PENSAMI FORTE.JPGHa due adolescenti come protagonisti, di cui uno detenuto nel carcere Beccaria di Milano, ma “Pensami forte è un libro che parla di tutti, grandi e ragazzi, “di tutti quelli che vivono, cadono e si rialzano”. Lo afferma con certezza la sua autrice, la giornalista Zita Dazzi che pubblica con Lapis lo scambio epistolare tra Cosimo e Valentina.

Sono ex compagni di scuola che si raccontano scrivendosi lettere, lei dal suo quartiere, descrive le sue noiose giornate estive, i genitori in crisi e i libri che legge, lui da una cella del carcere risponde con ricordi del passato e cronache del suo presente. Di ciò che vive e di ciò che pensa. Tra la prefazione di don Gino Rigoldi e la postfazione di Giuliano Pisapia, le parole di Dazzi, per mano di questi due adolescenti, sanno toccare lettori di ogni genere ed età che almeno una volta nella loro breve o lunga vita si sono trovati a riflettere sulla colpa e sul perdono. Continua a leggere

ELLISSI: 2 AMICHE, 2 CORPI, 4 ALI

ellissiNon è un libro sull’anoressia, non parla di una “amicizia tossica”, non pretende di spiegare l’adolescenza. “Ellissi” è il romanzo che Francesca Scotti ha pubblicato con Bompiani partendo da un racconto dei tanti scritti, su cui è tornata a pensare e a lavorare. L’autrice non si risparmia e non risparmia ai suoi lettori dolorose esplorazioni intime che sondano ferite fisiche e psicologiche, continua a raccontare una età della vita non ancora troppo lontana da essere dimenticata ma ad una “certa” distanza, quella giusta per poterla vedere con il “distacco coinvolto” che emerge in Ellissi.

Le due amiche 15enni protagoniste, Erica e Vanessa, vanno entrambe, accompagnate dalle famiglie, in una clinica per dove giorno dopo giorno, crescono, scegliendo e confrontandosi nel loro intimo spazio e in quello “protetto” della clinica per poi ricominciare a guardare fuori da sé.
Per spiegare cosa “Ellissi” è, chiarito cosa non è, Scotti coinvolge Luciana Cursio, psicoterapeuta e dirigente psicologa dell’ASL PROV MI1, docente di Psicodiagnostica psicoanalitica presso l’Istituto di Psicoterapia del bambino e dell’adolescente di Milano. Continua a leggere

I PESCI DEVONO NUOTARE, ANCHE A MILANO

I pesci devono nuotareScrivere un romanzo per ragazzi sull’immigrazione. Con pochissimo tempo a disposizione, per rispondere a questa richiesta del Corriere della Sera, Paolo Di Stefano è andato alla Casa della Carità di Milano per individuare un protagonista. Era il 2012 e in via Brambilla ha incontrato Tawfick, un ragazzo egiziano con una bella storia da raccontare. A distanza di un paio d’anni, lo stesso autore ha rielaborato quel primo libro destinato ai ragazzi, pubblicando sempre con Rizzoli, quello per “grandi”. Si intitolano entrambi “I pesci devono nuotare”: parole che “evocano la responsabilità umana e anche i diritti da rivendicare. Doveri e diritti che Selim, nome di Tawfick nel libro, conosce benissimo”.

Perché hai scelto la sua storia?
Volevo un protagonista giovane, come i miei primi lettori, e con una vicenda migratoria non così drammatica come le tante che leggiamo tutti i giorni, o quasi, sui giornali. Selim aveva una storia fortunata: aveva 17 anni quando è partito dalla sua città, Telbana, ed è arrivato in Libia per poi attraversare il Mediterraneo fino alla Sicilia e raggiungere Milano. Qui ha fatto tanti lavori clandestini ma poi, con determinazione, energia, onestà e grande consapevolezza, ha imparato bene l’italiano (la sua prima preoccupazione) e ha trovato un lavoro in un albergo. E’ stato fortunato e molto bravo. Ha vinto anche contro gli ostacoli burocratici. Continua a leggere

IL PAPERO EDITORE NUOTA LIBERO

papero-editoreEditori artigiani che scelgono il nome Papero perché ricorda “Paper”, pubblicano “quello che secondo noi merita” saltando tutte le mediazioni che il sistema classico prevede. Sono i due, si chiamano Gabriele Dadati e Davide Corona, hanno iniziato nel 2015 e sono appena stati ospiti di WritersMilano 2017 con “Ritratto di scrittore in un interno” (di Giovanna Canzi) e la loro avventura prosegue. E’ Gabriele ad spiegare come è iniziata e dove proseguirà.

Quando vi è venuta l’idea di creare Papero Editore?
L’idea del Papero nasce nel 2015, da due amici che si sentono contenti quando progettano cose nuove e poi “si sporcano le mani” nel farle. Davide con la pittura, io con la scrittura, che è comunque un lavoro con tutta una sua trafila artigianale forte. Come facevamo a mettere insieme queste due cose? Come potevamo combinarle? Diventando editori-artigiani, imparando a fare libri speciali fuori dalle logiche di mercato. Continua a leggere