MARTINO STERIO, COSI’ ANCHE GLI ADULTI SOGNANO

martino sterioPartendo dai geniali neologismi di Lewis Carroll, giocando con le parole come fossero mattoncini LEGO, trascinato nel mondo della fantasia da un grande ed antico amore per le favole, anche se cupe e crude, Giulio Xhaet ha scritto il suo primo romanzo.

Dopo un libro sulle professioni digitali e tanti progetti in fieri, arriva un libro che spazia nella fantasia, nei sogni, negli incubi, “I sogni di Martino Sterio”, si intitola, e seppur inserito nella collana “Young Adult” di Mondadori Electa, è in grado di catturare l’attenzione di tutti i lettori. Di ogni età e genere, purché concedano a sé stessi di sognare e di lasciarsi condurre dalle oscure trame che le parole, se ben “incastrate”, nascondono.

Questo è il suo primo romanzo?

Sì, I Sogni di Martino Sterio è il mio primo romanzo. Ho iniziato con brevi racconti, spesso poi diventati testi di canzoni. Fino a 29 anni infatti militavo come musicista in una rock band. Ho anche pubblicato per Hoepli due testi di saggistica sulle nuove professioni digitali, che hanno caratterizzato la mia vita professionale. A dirla tutta il cassetto è pieno di testi di vario genere: il mio problema è sempre stato l’ordine e la costanza. Dare vita alle idee mi riesce in modo abbastanza naturale, la difficoltà è portarne una alla piena maturazione! Continua a leggere

IL CONFINE, DI GIULIA. E DI IGNAZIO

confine di giulia.JPGCosa spinge un dirigente di una grande azienda italiana di servizi, abituato ad occuparsi tutti i giorni, a volte week end compreso, di sviluppo e marketing, ad avvicinarsi e a tracciare “Il confine di Giulia” ? 

Pubblicato per Nutrimenti, questo è il primo romanzo di Giuliano Gallini, ed è un tuffo nel passato e nella letteratura, nella storia di Italia e di Europa, fatto con l’agilità di chi sa vedere il passato come un trampolino per il futuro. Uno spunto anche per il presente.

Con naturalezza, il lettore si trova a respirare la fredda aria che tirava a Zurigo nel gennaio 1931, spiando la giovane poetessa Giulia Bassani, in esilio e incinta. E in cura da Carl Gustav Jung proprio come Ignazio Silone. Nome noto a molti, per quanto riportano su di lui i libri di testo delle scuole superiori ma che nelle righe di Gallini diventa – finalmente – un essere umano. Continua a leggere

JACOPO ORTIS, TROVATE LE PENULTIME LETTERE

LE PENULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS  SPECIALE.JPGHa scelto Pavia, città che ama, ha scelto Foscolo, perché in questa città ha realmente avuto una cattedra di eloquenza in università nel 1808: “lui era perfetto”. Poi ha cercato una sua opera, da poter romanzare… “E se venisse ritrovato un manoscritto inedito? e se facesse innamorare la gente?” si è chiesta Michela Cantarella, e da lì a inventare, e scrivere, “Le penultime lettere di Jacopo Ortis”, è stato un attimo. A pubblicarlo è AUGH!Edizioni.

E’ il tuo primo romanzo?

Sì! Due anni fa è uscito un mio racconto scritto a 4 mani con Roberto Gagnor: “Carlo Biffa e il banco formaggi del Bennet di San Martino Siccomario”, nell’antologia “Prendi la DeLorean e Scappa” (Las Vegas Edizioni). In realtà io scrivo da sempre. Da piccola, facevo parte del Tg della scuola e intervallavo già, per mio diletto, pezzi di cronaca a racconti. Mi ricordo una caldissima sera d’estate, avrò avuto 10 anni, in cui ero sul divano col mio taccuino e scrivevo un pezzo sulla scomparsa di Ylenia Carrisi. Ho ancora un bloc notes con molti miei racconti scritti negli anni. Il primissimo romanzo che ho scritto, su un vecchio Packard Bell, era su Lady Oscar ed è conservato su un preistorico floppy disk.

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L’ISOLA CHE C’E’ (E NON C’E’)

isolaRegno di Napoli, inizio ‘700, guerra di Secessione spagnola, periodo di trono vacante e di feroci lotte intestine. Spunta a sud della Sicilia, a largo delle coste di Sciacca, una nuova isola, di tanto in tanto emerge per poi scomparire. E’ l’isola Ferdinandea, è l’isola che in cui Giulio Alberoni ha scelto di ambientare una delle sue favole.

Pubblicata dalla casa editrice Leima, anche questa, come le sue altre, pur essendo di fantasia, è contestualizzata nella realtà, anzi, è legata a doppio filo con essa.

Da un lato, ha una componente storica molto forte, perché “sono ossessionato dalla verità storica, mi interessa la verità vera, senza interpretazioni e rielaborazioni, in tutta la sua crudezza” spiega lo stesso autore. Dall’altro lato, è reale perché parla di una paura attuale ma che i bambini, quella del diverso, “perché loro ne sono incuriositi ed intimoriti per pochi istanti e poi, immediatamente, il diverso per loro non è più diverso. Diviene normale”. Continua a leggere

PATAFISICA NEL PIATTO

ricettario patafisicoNon è un ricettario, per lo meno non è un ricettario normale, non solo perché “patafisico”. Anzi, il titolo è il meno: la vera eccezionalità del nuovo libro di Laura Bonelli è nella conferma dalla sua capacità di parlare di sapori e di piatti in modo originale.

Dopo “Piccole storie dei sette giorni” e “Fornelli Metafisici”, dopo altri mesi di iperaffollamento nel settore food, dove tutti o quasi si improvvisano food blogger, chef o buongustai investiti dalla missione di dare consigli, la voce di questa autrice spicca per gusto ed eleganza. E per il gusto dell’eleganza.

Ricettario patafisico”, pubblicato a Graphofeel edizioni, è un romanzo che prende per la gola ma non solo. Fa venire appetito di storie e di vita, di cambiamento. La protagonista, Amantiglio, viene licenziata “ a freddo” e decide di lasciare la città in cui è abituata a vivere, buttandosi in una nuova esperienza. Raggiunge un paesino di montagna piuttosto sperduto, rispondendo ad un annuncio di lavoro, e inizia a lavorare in una pasticceria. Continua a leggere

ANNA STA MENTENDO, E TU?

ANNA STA MENTENDOSta scrivendo, sì, ma la verità? O è una scusa? è davvero ammalato ma magari è andato a farsi un giro. È davvero con gli amici o con una amante? Ha davvero mal di testa o è stufa di me? Sta davvero “molto bene” o di merda ma non ha voglia di parlarne con me?

Una nuvoletta dietro l’altra, a ritmo di “sta scrivendo” e suonerie personalizzate, ci sono rapporti personali che crescono, nascono, muoiono, si trasformano. Continuano, sì, ma come?

Federico Baccomo mette nero su bianco con serietà e allo tempo intelligente ironia, i dubbi che attanagliano tutti, oggi, in piena era digitale, in cui i rapporti anche più intimi e storici, sono contaminati da chat istantanee. Un recente black out di whatsapp, ha reso bene l’idea al mondo e ai singoli di quanto questa app sia al centro della vita sociale di molti e a volte anche alla base di relazioni e rapporti.

Anna sta mentendo“, pubblicato da Giunti, più che mai ci azzecca nel mettere alla berlina le debolezze di una comunità di “messaggisti istantanei” che con estrema disinvoltura ogni minuto comunica emozioni, pensiero, opinioni e critiche, impacchettandole in una nuvoletta di caratteri ed emoticon. Doppio v, in grigio e in blu, icona verde, sfondo da scegliere, e poi “sta scrivendo” in caratteri corsivi: suspence. Continua a leggere

SILENZIO, LONTANO DALLE CITTA’

MATTEO CACCIA libroUna storia di confine, paesaggistico, tra selvaggio e urbanizzato, e umano, tra civile e animale. L’ha scritta Matteo Caccia scegliendo gli Appennini e la Maremma come sfondo, o meglio, come co protagonisti assieme ad un lupo-mentore e ad un uomo accompagnato da un cane. “Il silenzio coprì le sue tracce” (Baldini & Castoldi) ricorda Cormac Mc Carthy e Konrad Lorenz, ma è un libro che procede da solo sulle sue robuste gambe, lasciando le orme su un tratto di neve intonso. E lasciando un segno nei lettori che, dalla città o dalla provincia, si trovano improvvisamente immersi nello stesso silenzio del protagonista, spezzato solo dalle parole dell’autore.

Dove hai scritto questo libro? Nel silenzio o con una “colonna sonora”?

Ho scritto il romanzo tra il mio appartamento di Milano e una casa di campagna che ho preso un anno fa e che ho preso anche perché nel suo nome c’era proprio la parola “lupo”. Non scrivo quasi mai ascoltando musica, lo faccio quasi sempre nel silenzio. Continua a leggere

MOBILITA’ TERRESTRE

la terra si muoveLo stile è quello di Paolo Nori, la casa editrice è quella di Paolo Nori, Marcos y Marcos, ma la storia è quella dell’esordiente Roberto Livi che è riuscito nel suo “La terra si muove” distinguersi da un noto autore pur richiamandone ritmo e “parlata”.  Livi ha il suo carattere e le sue storie da raccontare, le ambienta nella terra dove è nato e cresciuto, quella di Pesaro e dintorni, mettendo come protagonista un uomo a cui manca, o sembra mancare, la terra sotto i piedi.

L’idea che la terra si muova, che la casa che ha ereditato dal padre abbia una crepa che si allarga sempre di più rendendola inagibile e pericolosa, è un’idea che fa tremare. Richiama fatti di cronaca molto freschi nella memoria degli italiani, e se il romanzo di Livi non fosse così carico di vita vera e di emozioni, questo fatto potrebbe suonare di cattivo gusto. Al contrario, nelle righe di questo esordiente, il tremare della terra da potenza alla narrazione e assume molteplici significati. Continua a leggere