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LEGGERE NON SARA’ SEMPRE COSI’

non sarà sempre così.JPGTerminato il libro non si è come prima, non la si penserà “sempre così” sulle carceri, sui padri, sui figli, sulle donne che subiscono violenza, sugli ergastolani, sugli assistenti sociali e sui giudici e i pm.

Non sarà sempre così è un libro che non può lasciare il lettore così come era prima di conoscere la storia di Luigi Celeste, da lui scritta con l’aiuto di Sara Loffredi e pubblicata da Piemme nella collana True Story. E altro che “true”. E’ meglio non farsi infastidire dai tecnicismi da tribunale e da un inizio “da palestrato fissato”: Celeste e il suo racconto meritano la fiducia del lettore anche più scettico di fronte all’ennesima “storia di carcere” e di “assassini pentiti”.

Passato e presente si passano la palla capitolo dopo capitolo lasciando intravedere che tutto prosegue bene per il protagonista – come si legge nella quarta di copertina – ma evitando di spoilerare in quale modo la realtà dei fatti e del sistema carcerario lo porterá a quello che oggi è il presente di 32enne responsabile della sicurezza informatica per varie aziende. Continua a leggere

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LETTERE DALL’ASSASSINO

copertina10L’INTERVISTA CON L’AUTORE  “Mi sono chiesta che fine avessero fatto tanti criminali di cui mi sono occupata nei miei ultimi 15 anni di lavoro”: così Chiara Prazzoli ha preso carta e penna, nel senso letterale del termine, e ha scritto loro. E poi ne ha scritto. La si può leggere nell’ebook di Informant “Lettere dall’assassino. Quattro storie dal lato oscuro” dove riporta e commenta i suoi carteggi con 5 noti criminali. Fabio Savi, uno dei killer della Uno Bianca, Giovanni Erra, l’orco che decretò la morte di Desirée Piovanelli, due delle Bestie di Satana e Carmelo Musumeci. Tutti assassini, i soli, o quasi, che hanno risposto alle sue lettere, ma ciascuno in modo completamente diverso dando solo l’idea, la vaga idea, di che universo si nasconde dietro alla parola “detenuto”. Continua a leggere

‘DENTRO’ O ‘FUORI’, PURCHÉ INSIEME

SAN VITTORE, CONVEGNO A ISTITUTO DEI CIECHI - FOTO 5“La vita: una palla al piede”: da queste parole, e da due chiacchiere, guarda caso sul calcio, e su una ipotetica sfida 5 contro 5 a squadre miste, sono partiti a dialogare una ventina di ragazzi di Milano e dintorni. Non in un campetto, però, e neppure in una casa, ma tra le mura del carcere di San Vittore, in 4 appuntamenti di un paio d’ore ciascuno per mescolare le idee degli alunni del liceo classico Manzoni e quelle dei giovani detenuti del carcere a proposito di libertà, pregiudizi, e futuro. Più che “chi vince lo scudetto?”, quindi, la questione è : “chi sarò tra 10 anni?”. Continua a leggere

MA I SOGNI LI HO PRESI?

Schermata da 2014-12-13 11:42:54Li ha presi, eccome, e li ha anche persi, o meglio regalati, i sogni, l’attore ex detenuto Roger Mazzaro che giovedì 11 dicembre, nel Teatro del Carcere di Opera, ha tenuto il palco con “Ma i sogni li ho presi?”, ultimo spettacolo del Festival di teatro in carcere “Prova a sollevarti dal suolo“. Organizzato da Opera Liquida, con il sostegno di molti soggetti, istituzionali e non. Continua a leggere

PROVA A SOLLEVARTI DAL SUOLO

Schermata da 2014-11-28 15:46:39“La promessa é la miglior merce di scambio” ha detto Mimmo, uno degli attori salito ieri sul palco del Teatro stabile in Opera per la seconda delle 4 date della rassegna “Prova a sollevarti dal suolo”, uno spettacolo che è esso stesso una promessa messa in scena in collaborazione con Associazione Antigone. Si tratta della promessa di raccontare, di includere, di mescolare, reclusi e non, attori e non, persone. Continua a leggere

L’INFERNO A SAN VITTORE, 70 ANNI FA

petaliSei petali di cemento armato che racchiudono ancora oggi storie di sofferenza e dolore, ma che, se possibile, settant’anni fa furono il teatro di una ancor più straziante storia che coinvolse migliaia di persone. E’ il carcere di San Vittore che ‘nei 600 giorni di Salò’, tra il 1943 e il 1945, occupato dalle truppe tedesche, divenne un vero e proprio campo di concentramento in cui i nazifascisti imprigionarono migliaia di milanesi, ebrei e oppositori. Una storia che Antonio Quatela, che di mestiere insegna Storia nei licei, racconta nel libro ‘Sei petali di sbarre e cemento’ (Mursia). Continua a leggere

SINNOS: EDITORI NATI IN CARCERE

SINNOSL’INTERVISTA “La Sinnos è nata in un carcere un luogo rimosso, dimenticato – oggi drammaticamente sovraffollato – dove spesso si arriva per ignoranza. Forse è anche per questo che crediamo tenacemente nei libri e nella lettura”. Si presenta così questa casa editrice romana (ma Sinnos è una parola sarda e vuol dire ‘segni’),  nata tra le mura del carcere romano di Rebibba nel 1990 e che oggi continua a pubblicare libri per parlare ai bambini con fantasia, anche di temi “scomodi”.  Multiculturalità, interculturalità, diritto, emarginazione e valorizzazione delle differenze, che siano di cultura, di lingua, di religione, di gusti sessuali o quant’altro. Emanuela Casavecchi che ci lavora da anni racconta una esperienza di oltre 20 anni di pubblicazioni che mettono le ali e rompono le barriere. 

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CINEMA DAL CARCERE

CARCERI, SAPPE: "IN LOMBARDIA DETENUTI QUASI IL DOPPIO DEI POSTI" - FOTO 2“Reality” e “Cesare deve morire” lo raccontano con attori detenuti, il carcere, ma tante delle altre opere della rassegna “Effetti personali” sono state realizzate proprio interamente all’interno delle case di reclusione: tutte verranno proiettate dal 5 al 14 aprile allo Spazio MIC (viale Fulvio Testi 121) per questa iniziativa cinematografica dedicata alla difficile situazione del carcere e dell’esperienza della detenzione. Con il patrocinio del Dipartimento dei sistemi giuridici dell’Università di Milano-Bicocca, saranno proiettati anche alcuni medio metraggi scritti e diretti dai detenuti del carcere di San Vittore, tra cui “Il grande fardello”, per molti anni invisibile a causa di una censura del Ministero dell’Interno. Continua a leggere