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I PESCI DEVONO NUOTARE, ANCHE A MILANO

I pesci devono nuotareScrivere un romanzo per ragazzi sull’immigrazione. Con pochissimo tempo a disposizione, per rispondere a questa richiesta del Corriere della Sera, Paolo Di Stefano è andato alla Casa della Carità di Milano per individuare un protagonista. Era il 2012 e in via Brambilla ha incontrato Tawfick, un ragazzo egiziano con una bella storia da raccontare. A distanza di un paio d’anni, lo stesso autore ha rielaborato quel primo libro destinato ai ragazzi, pubblicando sempre con Rizzoli, quello per “grandi”. Si intitolano entrambi “I pesci devono nuotare”: parole che “evocano la responsabilità umana e anche i diritti da rivendicare. Doveri e diritti che Selim, nome di Tawfick nel libro, conosce benissimo”.

Perché hai scelto la sua storia?
Volevo un protagonista giovane, come i miei primi lettori, e con una vicenda migratoria non così drammatica come le tante che leggiamo tutti i giorni, o quasi, sui giornali. Selim aveva una storia fortunata: aveva 17 anni quando è partito dalla sua città, Telbana, ed è arrivato in Libia per poi attraversare il Mediterraneo fino alla Sicilia e raggiungere Milano. Qui ha fatto tanti lavori clandestini ma poi, con determinazione, energia, onestà e grande consapevolezza, ha imparato bene l’italiano (la sua prima preoccupazione) e ha trovato un lavoro in un albergo. E’ stato fortunato e molto bravo. Ha vinto anche contro gli ostacoli burocratici. Continua a leggere

UNA BELLA STORIA

CASA CARITA', FESTA PER MILLESIMO OSPITE - FOTO 1L’INTERVISTA CON L’AUTORE  Una raccolta di cronache per andare oltre la cronaca, uno stimolo, in 150 pagine, per guardare al futuro senza dimenticare il passato, precisamente quei dieci anni appena compiuti dalla Casa della Carità che oltre che “fare”, quotidianamente, sa anche dire. Questa volta si racconta con le parole di ‘un ex’. L’ex addetto stampa Generoso Simeone che l’ha seguita e vissuta fino al 2011, o meglio con le parole della stampa da lui raccolte con la capacità di creare un racconto organico andando ben oltre la cronaca. Tanto la Casa gli è rimasta nel cuore da dedicarle il suo primo libro: si intitola “Una bella storia”, è stato realizzato grazie al sostegno dell’Associazione Amici Casa della carità. Continua a leggere

IL DIARIO DELLA SPERANZA

SjUdV8rAd1OB_s4Il diario di un’estate difficile tra riflessioni personali, vita quotidiana e la costante spina nel fianco della crisi che interroga e preoccupa ogni ora della giornata. Don Virginio Colmegna, fondatore della Casa della Carità, racconta nel suo libro-diario “Regaliamoci speranza” (Il Saggiatore) il tormento di un’ estate, quella 2013, e della ‘sua’ Casa, struttura di accoglienza nata nella periferia milanese per volontà del cardinale Martini e oggi affermato e necessario presidio di solidarietà in città. Continua a leggere

BIBLIOTECA DI CONFINE

CASA CARITA', FESTA PER MILLESIMO OSPITE - FOTO 13Un “ponte arredato con scaffali di libri in italiano, francese, inglese, arabo, e anche cinese, tailandese e in tanti altri idiomi”, tutti in fila per collegare la Casa e il quartiere: questo è la Biblioteca del Confine che da gennaio ha varato un nuovo progetto, sempre “di collegamento e integrazione”, stavolta dedicato ai più piccoli, in particolare agli alunni della scuola di San Mamete, una delle elementari di Crescenzago frequentata anche dagli ospiti della Casa della Carità. Si chiama “Oggi leggo da protagonista” ed è un percorso di laboratori di drammatizzazione e incontri con autori per avvicinare gli alunni alla letture, ma soprattutto per avvicinarli tra loro creando una vera e propria “mini” società di lettura. Continua a leggere

DON COLMEGNA E GLI ‘INDESIDERABILI’

“Ma non e’ meglio ‘La chiesa che vorrei’?”. No, lui, l’autore, don Virginio Colmegna, ha voluto proprio “La chiesa che vivo” come sottotitolo del libro appena pubblicato con Chiarelettere “Ora et Labora”, le 100 pagine in cui il presidente della Casa della Carita’ intreccia il proprio pensiero con quello del cardinale Carlo Maria Martini a cui ha appena dedicato la biblioteca della Casa e di cui cita “le attualissime parole”. Sull’evangelizzazione, ad esempio, contrapposta al proselitismo, e sulla “gratuita’”alla base della Casa della Carità. Continua a leggere