Archivi tag: giornalismo

ATTRAVERSO I LORO OCCHI

attraverso-i-loro-occhiCosa c’è sotto un burqa? Mille e più differenti modi di pensare, altrettanti motivi per cui metterlo. Per farsene almeno una vaga ma veritiera idea, serve guardare paesi come l’Afghanistan attraverso i loro occhi, quelli di chi il burqa lo indossa ogni mattina, o di chi vive nei paesi in cui la guerra è un “perdurante conflitto diffuso”, non una parola che richiama il suono di spari lontani.

Attraverso i loro occhi” è anche il titolo del volume con cui l’Università Cattolica racconta quanto fatto dal CeSI, (Centro di Ateneo per la Solidarietà Internazionale) dal 2009 al 2013, in Afghanistan. Il contesto, oltre che duro, è anche nuovo, non solo per il Centro ma anche per gli operanti civili e militari con cui i progetti sono stati realizzati nel territorio, dando particolare attenzione alle donne come “portatrici di cambiamento”, in quella particolare forma di cooperazione che, abbreviata, suona come CiMiC. Sta per Civil Military Cooperation e prevede un virtuoso intreccio di azioni portate avanti in modo coordinato da organizzazioni civili e militari, con sorprendente impatto sulla popolazione locale. Continua a leggere

Annunci

IL CLIMA IDEALE

LAURANA - Rimmel - 025 Il clima ideale L’INTERVISTA CON L’AUTORE  Un giornalista che scrive di un anti giornalista e lo piazza alle prese con una storia tra Milano e i Balcani. E soprattutto in “balia” di un nonno psichiatra fissato su una certa Nina che vive a Tirana. Il giornalista è Franco Vanni, autore de “Il clima ideale” (Laurana Editore), ma a creare il clima ideale, nei fatti, come nessuno mai, è il “suo” lobbista Michele, inviato nei Balcani ma niente taccuino, come capiterebbe a Vanni. Però gli serve altrettanta capacità di osservazione e prontezza gli servono per accontentare il nonno e salvare la propria pelle. E per raccontare al lettore, in un clima pressoché ideale, due donne forti e diverse, e un po’ di storia. Siamo oggi a Milano e nella Bosnia orientale del 1992. Continua a leggere

LE PAROLE PESANO

41c+GcknWELDa diversamente abile a persona con disabilità, e non tutti i veli sono burqa. Un nomade, se non si sposta da anni, non è più nomade e resta Rom e basta, o semmai Sinti, un po’ di attenzione a etichettare con “matto” vari soggetti con diversi disturbi. E poi basta dire “delitto passionale” quando una donna viene uccisa, distinguere tra senza dimora e senza tetto e togliere “negro” dal vocabolario. Se è vero che non esistono parole sbagliate ma un uso sbagliato delle parole, è proprio contro questa pratica che si scaglia con precise analisi e riflessioni il bel libro “Parlare civile”. Continua a leggere