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L’ISOLA CHE C’E’ (E NON C’E’)

isolaRegno di Napoli, inizio ‘700, guerra di Secessione spagnola, periodo di trono vacante e di feroci lotte intestine. Spunta a sud della Sicilia, a largo delle coste di Sciacca, una nuova isola, di tanto in tanto emerge per poi scomparire. E’ l’isola Ferdinandea, è l’isola che in cui Giulio Alberoni ha scelto di ambientare una delle sue favole.

Pubblicata dalla casa editrice Leima, anche questa, come le sue altre, pur essendo di fantasia, è contestualizzata nella realtà, anzi, è legata a doppio filo con essa.

Da un lato, ha una componente storica molto forte, perché “sono ossessionato dalla verità storica, mi interessa la verità vera, senza interpretazioni e rielaborazioni, in tutta la sua crudezza” spiega lo stesso autore. Dall’altro lato, è reale perché parla di una paura attuale ma che i bambini, quella del diverso, “perché loro ne sono incuriositi ed intimoriti per pochi istanti e poi, immediatamente, il diverso per loro non è più diverso. Diviene normale”. Continua a leggere

UNA FONTANA CONTRO I NAZIONALISMI

bernard-coverPrima di scriverlo, non ci aveva pensato, Giulio Alberoni, ma oggi, il suo “Bernard e la fontana delle cicogne” (Leima Edizioni) lo farebbe leggere “ovunque stiano spuntando dei nazionalismi o si vogliano erigere muri, virtuali o reali. Sarebbe utile a molti politici. Purtroppo – spiega lui stesso – per distribuirlo nelle campagne inglesi che hanno votato la Brexit siamo in ritardo”.

Come nasce questa favola e perché una favola?
Quando scrivo non ho mai in mente un pubblico o un genere: qualcosa mi colpisce e la storia si crea da sola, io la subisco. Si forma nella mia testa senza che io possa apparentemente dominarla. E’ come se mi sdoppiassi: una parte di me inizia a vivere quella storia e io mi lascio trasportare nella narrazione. Molti brani di questo libro sono stati scritti su degli sms che mi sono mandato, tra un piatto e l’altro di un ristorante di Turckheimmin in Alsazia. Tutto è nato da un piccolo paragrafo di una guida turistica letta la sera prima, che accennava al fatto che a Wihr-au-Val vi fosse una fontana dove la leggenda narra che le cicogne andassero a prendere i nuovi nati…. Continua a leggere