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I NOMI DELLE COSE

3504445-9788845280788Li diamo da bambini, quando impariamo le parole, li diamo da adulti, anche, e non sempre sono quelli giusti o non sempre bastano per definire la cosa o l’emozione che dovrebbero rappresentare. Sono “I nomi che diamo alle cose”, da piccoli e da grandi, che a volte fanno la differenza tra mondo dell’infanzia e mondo adulto, non per forza il primo è piccolo e l’altro è grande, ma è tra queste due   realtà coesistenti che gioca il romanzo di Beatrice Masini. “I nomi che diamo alle cose”, il titolo, pubblicato da Bompiani: è il suo secondo libro per adulti, ma ne ha scritti molti altri per bambini: anche nella sua biografia torna il binomio, la contrapposizione-unione di due mondi, immancabile, a questo punto, anche nella trama.  Continua a leggere

IL LAGO DEL TEMPO FERMO

4624-Bro_CS4.inddL’INTERVISTA CON L’AUTORE  Una vacanza sospesa, galleggiando fermi, sulla superficie apparentemente statica di un bacino racchiuso tra i monti. È l’esperienza proposta ne “Il Lago del tempo fermo” (Piemme Edizioni), il nuovo libri di Laura Bonalumi che, alle porte dell’estate, regala ai lettori adolescenti una nuova favola moderna, delicata e potente al tempo stesso. Lontana dalla metropoli, la protagonista si scontra con ciò che essa le lascia addosso ogni giorno e decide di andare oltre. Scopre così la ricchezza della noia, popolata da persone che non hanno tempo da perdere. Un tempo fermo, che fa muovere nella giusta direzione. Continua a leggere

LA MILANO DEI ‘PICCIRIDDI’

4682-3Pagati poco e pagati in nero, costretti a sbrigarsi nel loro diventare adulti: chi non fa subito il salto, chi non corre, come Ninetto, su e già per le strade di Milano, corre il rischio, serio, di diventare preda della criminalità organizzata. Oppure protagonista di una misera vita ai margini. Sono questi uomini, oggi 60-70enni, arrivati a Milano da ‘picciriddi’, i protagonisti de “L’ultimo arrivato”. Marco Balzano, insegnante in un liceo milanese e autore di questo romanzo, pubblicato da Sellerio, ne ha intervistati una quindicina, incastrandone le storie nella magica figura di Ninetto, un protagonista che ha tutta la potenza di, minimo, una quindicina di vite vissute intensamente. Continua a leggere

LA BELVA

clb_sito1 L’INTERVISTA CON L’AUTORE  Nasce, vive e lavora a Milano, Mauro Ferrero, e ne conosce molti segreti e tesori. Da oltre vent’anni è anche nel campo dell’editoria: ha iniziato con strips e giochi illustrati per riviste nel settore enigmistico, passando poi a collaborare come illustratore per vari editori sia in Italia che all’estero, tra i più conosciuti Rizzoli, De Agostini e Garzanti. Oggi pubblica anche volumi a fumetti (in particolare per Tunué, BD Edizioni, Qpress) e “quando ho tra le mani una storia in cui credo, ma che non rientra nei vari piani editoriali, mi prendo cura di darle vita pubblicandola sotto la mia etichetta Baccherosse ”. Così nasce “la Belva”, nella sua etichetta e dalla sua smisurata passione per la storia di Milano in cui adora immergersi e rispolverare storie. Stava infatti effettuando una ricerca sulle chiese scomparse di Milano, studio che tuttora porta avanti, per la realizzazione di un pamphlet, quando Ferrero è stato assalito da “La Belva”. Lui ha risposto all’attacco, trasformandola in una graphic novel. Seppur frutto di fantasia, è un fumetto che “si muove in un contesto storico e sociale preciso e definito, regalando atmosfere cupe e settecentesche”. Continua a leggere

FINCHÉ DURA LA COLPA

CoverDentelloDefPassione: la sua unica è per i libri, ma è inguaribile, tanto che la sua vita è “proprio fragile e precaria come l’altare di carta cui mi sono immolato” e lo dice consapevole e lucido, troppo lucido, lucido da morire. O da uccidere. E’ il protagonista di “Finché dura la colpa”, (Gaffi Editore)  Domenico, NEET brianzolo dalle origini e da genitori potentemente brianzoli, ideato da Crocifisso Dentello per esordire con un romanzo sul’esistenza sconclusionata di un giovane d’oggi. Uno di quelli che si incrociano per strada con tutta l’aria di lasciarsi trasportare dagli eventi, senza scegliere, fuggendo quando viene scelto. Continua a leggere

LEONARDO E L’ALTRA METÀ DEL GENIO

Salaì - per sitoL’INTERVISTA CON L’AUTORE  Giangiacomo Caprotti da Oreno, detto il Salaì, fedele compagno di Leonardo per quasi tutta la vita, e quasi dl tutto invisibile e dimenticato. Non dall’appassionato e paziente Michele Mauri, però, che per le Edizioni Bellavite si è preso la briga di studiare chi era costui. E di raccontarlo appassionando, a sua volta il lettore, grazie ad un mix di realtà e leggenda, e un pizzico di mistero. Salaì era il figlio adottivo di Leonardo o “solo” l’allievo prediletto? O “addirittura” il suo compagno? Mauri non dà risposte, dà di più: regala ai lettori la voglia di farsi delle domande e di lasciarsi incuriosire dalla vita di una persona che non merita di non essere finora mai stata citata o quasi. Giustizia non è fatta, con il libro “Salaì, l’altra metà di Leonardo”, dopo secoli di oblio, ma è un inizio, un gran bel inizio, per Salai che, finalmente, prende forma, tra fatti certi, racconti, dicerie, curiosità per il non detto e sospetti. Continua a leggere

GLI ULTIMI RAGAZZI DEL SECOLO

65199BSono quelli che hanno dimenticato i loro anni Ottanta, le stragi psicologiche che hanno schivato o vissuto a piene mani in una Milano ben diversa da quella che oggi “gratta il cielo”. Sono quelli che hanno dimenticato con la scusa che erano troppo piccoli per capirne l’importanza, le bombe dei militanti politici degli anni Settanta e il loro fragore nell’aria e sui media. Sono “Gli ultimi ragazzi del secolo” e nel libro di Alessandro Bertante due di loro partono per un viaggio in Croazia. In quella terra, dove la guerra non è a pagina 57 del libro di storia ma fuori dalla porta, e dentro casa, si trovano faccia a faccia con chi non può dimenticare. Le bombe come la violenza psicologica. Non può decidere e vive cercando di sopravvivere agli strascichi bellici senza cercare scuse per gettare la spugna. Continua a leggere

GRANDINE

grandine-copertinaL’INTERVISTA CON L’AUTORE  Precariato, pendolarismo, pessimismo, vita post-matrimonio prematuramente fallito: se si vuole ingabbiare su un tema l’ironia disincantata che anima la scrittura di cui Francesco Rago fa mostra nel suo ultimo romanzo, non ci si riesce. Grandine, pubblicato da Laurana, è un libro che colpisce, non una ma più volte, come il soggetto del titolo, e lo fa parlando di società contemporanea, analizzandola e criticandola. Diversamente dalla grandine del titolo, però, l’autore non agisce dal cielo, dall’alto, ma sul piano del lettore, da essere vivente, nei panni di un protagonista che tutti potremmo aver incontrato. In ufficio, su un tram, in un bar. O guardandosi allo specchio. Prima di approdare al presente, lo stesso autore ha dedicato i precedenti romanzi ad altre epoche e contesti, passando ad esempio dagli anni di piombo a quelli attuali. Continua a leggere