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‘DENTRO’ O ‘FUORI’, PURCHÉ INSIEME

SAN VITTORE, CONVEGNO A ISTITUTO DEI CIECHI - FOTO 5“La vita: una palla al piede”: da queste parole, e da due chiacchiere, guarda caso sul calcio, e su una ipotetica sfida 5 contro 5 a squadre miste, sono partiti a dialogare una ventina di ragazzi di Milano e dintorni. Non in un campetto, però, e neppure in una casa, ma tra le mura del carcere di San Vittore, in 4 appuntamenti di un paio d’ore ciascuno per mescolare le idee degli alunni del liceo classico Manzoni e quelle dei giovani detenuti del carcere a proposito di libertà, pregiudizi, e futuro. Più che “chi vince lo scudetto?”, quindi, la questione è : “chi sarò tra 10 anni?”. Continua a leggere

#ZANZAUNLIBRO, PAGINE PER IL CARCERE

Schermata da 2014-12-17 11:04:55Contro il pregiudizio di fondo che esiste una cultura alta, fuori dalle mura, e una di serie b, dietro le sbarre, e per evitare, come accaduto in passato, che le biblioteche del carcere di San Vittore siano viste come il deposito per libri di scarto, “dati via, più che donati” è arrivato #Zanzaunlibro: “l’occasione culturale per regalare, materialmente o con voucher da 5, 10, 15 euro, i libri che realmente servono ai lettori detenuti che li aspettano”. Continua a leggere

BIBLIOTECA SAN VITTORE

SAN VITTORE, CONVEGNO A ISTITUTO DEI CIECHI - FOTO 6Scaffali nuovi, spazi nuovi, idee nuove per la biblioteca dei giovani adulti del carcere di San Vittore “ri-inaugurata” oggi 27 ottobre alla presenza dell’assessore al benessere del Comune Chiara Bisconti, della direttrice della struttura Gloria Manzelli e dei rappresentanti delle realtà che collaborano al progetto Biblioteche in rete a San Vittore tra cui l’associazione Mario Cuminetti, Casa della Carità e Opera San Fedele. Continua a leggere

L’INFERNO A SAN VITTORE, 70 ANNI FA

petaliSei petali di cemento armato che racchiudono ancora oggi storie di sofferenza e dolore, ma che, se possibile, settant’anni fa furono il teatro di una ancor più straziante storia che coinvolse migliaia di persone. E’ il carcere di San Vittore che ‘nei 600 giorni di Salò’, tra il 1943 e il 1945, occupato dalle truppe tedesche, divenne un vero e proprio campo di concentramento in cui i nazifascisti imprigionarono migliaia di milanesi, ebrei e oppositori. Una storia che Antonio Quatela, che di mestiere insegna Storia nei licei, racconta nel libro ‘Sei petali di sbarre e cemento’ (Mursia). Continua a leggere